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Dati e AI

L'AI nelle PMI italiane: i dati Istat 2025

· 2 min di lettura

Il rapporto Istat “Imprese e ICT – Anno 2025”, pubblicato il 15/12/2025, offre un quadro aggiornato sull’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane con almeno 10 addetti. I dati aiutano a capire a che punto sono le PMI e quali ostacoli incontrano.

Il livello di adozione

Nel 2025 utilizza almeno una tecnologia di AI il 15,7% delle piccole e medie imprese, rispetto al 7,7% del 2024. Tra le grandi imprese la quota raggiunge il 53,1%.

La quota delle PMI è dunque raddoppiata in un anno, ma resta lontana da quella delle grandi imprese, dove l’AI è già utilizzata da più di un’impresa su due.

Gli ostacoli dichiarati

Alle imprese che non utilizzano l’AI l’Istat ha chiesto quali fattori ne frenano l’adozione. I più citati sono:

  • mancanza di competenze adeguate: 58,6%
  • scarsa chiarezza del quadro normativo: 47,3%
  • disponibilità o qualità dei dati insufficiente: 45,2%
  • preoccupazioni per la privacy e la protezione dei dati: 43,2%
  • costi elevati: 43,0%

Il primo ostacolo non è economico, ma organizzativo: la mancanza di competenze precede di oltre quindici punti i costi.

Gli ambiti di utilizzo

Tra le imprese che utilizzano l’AI, gli ambiti più citati comprendono marketing e vendite (33,1%) e l’organizzazione dei processi amministrativi (25,7%). Si tratta in larga parte di attività d’ufficio, caratterizzate da flussi documentali ripetitivi.

Cosa significa per una PMI

In una PMI le persone sono poche e già pienamente impegnate, e raramente c’è spazio per studiare e sperimentare nuovi strumenti. Per questo è preferibile partire da un ambito circoscritto piuttosto che da un progetto generale. Un percorso ragionevole si articola in quattro passaggi:

  1. Individuare le attività ripetitive, quelle in cui ogni settimana si trascrivono dati, si controllano documenti o si cercano informazioni.
  2. Sceglierne una, privilegiando quella che assorbe più ore o genera più errori.
  3. Verificare la qualità dei dati: se archivi e documenti sono disordinati, il primo intervento consiste nel riordinarli. È uno degli ostacoli indicati dall’Istat, ed è tra i più affrontabili.
  4. Mantenere il controllo umano: il sistema prepara, una persona verifica e decide.

Su norme e privacy, due domande vanno sempre poste a chi sviluppa il sistema: dove vengono conservati i dati e chi vi ha accesso. Nei casi più complessi è opportuno il parere di un professionista.

Fonte: Istat, “Imprese e ICT – Anno 2025”, comunicato del 15/12/2025: https://www.istat.it/comunicato-stampa/imprese-e-ict-anno-2025/ (dati verificati sulla pagina il 26/10/2026).

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